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Patricia Cornwell

Ho finito di leggerlo ieri sera. Che dire? Dico che in parte ho ritrovato la Cornwell che conoscevo e i cui libri divoravo in due giorni. Certo “Predatore”  non è all’altezza dei libri che hanno reso famosa la Cornwell, ma è sicuramente meglio di “La Traccia”, “Il nido dei calabroni” o “Calliphora” che sembravano addirittura scritti da un’altra persona. Insomma è un libro scorrevole, godibile, ma in alcuni punti confuso e precipitoso. Mi è piaciuta soprattutto la trasformazione subita dagli interpreti principali dei romanzi della Cornwell: Marino, Benton, Lucy  e la stessa Kay Scarpetta sono “maturati” in maniera realistica, crescendo ed invecchiando alla luce delle esperienze vissute.

Speriamo bene quindi; in questo libro sembra esserci la ripresa del vecchio stile della scrittrice, quello stile che spero di ritrovare nel prossimo libro che sicuramente comprerò!!!